Antitrust, aiuti di Stato & concorrenza

Concorrenza sia a livello europeo che nazionale

Lo Studio presta una qualificata attività di assistenza nell'interpretazione e applicazione del diritto dell'Unione europea in materia antitrust (cartelli e pratiche anticoncorrenziali; abusi di posizione dominante) e di aiuti di Stato.

Corposa è stata, nelle stesse materie, l'attività contenziosa davanti ai giudici dell’Unione europea.

Tipo di problemi

  • intese
  • abuso di posizione dominante
  • concentrazioni
  • aiuti di Stato
  • concorrenza sleale

Casi

Per dare un’idea del tipo di cause patrocinate dallo Studio davanti al Tribunale e alla Corte di giustizia dell’Unione europea, si segnalano i seguenti procedimenti “diretti”:

  • azione volta all’annullamento di una decisione della Commissione europea che considerava illegittimo un aiuto di Stato concesso dalla Grecia a imprese attive nel settore del cemento;
  • azioni volte a contestare la declaratoria, da parte della Commissione europea, dell’illegittimità di alcuni aiuti regionali previsti per ridurre l’impatto ambientale degli impianti siderurgici;
  • azioni volte, di fatto, a far accertare la decadenza della Commissione europea dal potere di irrogare ammende per intese anticoncorrenziali nel settore siderurgico;
  • azioni volte, di fatto, a far accertare l’intervenuta prescrizione del potere della Commissione europea di mettere in esecuzione sentenze definitive confermative di una decisione irrogativa di ammenda per intese anticoncorrenziali;
  • azione, basata su clausola compromissoria, per far accertare l’illegittimità dell’escussione, da parte della Commissione europea, della fideiussione prestata da una banca a garanzia del pagamento di un’ammenda dopo la prescrizione del potere della Commissione di esigere il pagamento di tale ammenda da parte del debitore principale.

Lo Studio, inoltre, regolarmente prepara, introduce e coltiva davanti alla Commissione europea denunce:

  • contro altre imprese sospettate di aver infranto le regole europee in materia di concorrenza (articoli 101 e 102 TFUE);
  • contro gli Stati membri sospettati di aver previsto e/o applicato aiuti di Stato incompatibili con le regole europee (articoli 107 e 108 TFUE).

Tali denunce possono sfociare, se ritenute fondate, in decisioni della Commissione europea, rispettivamente, irrogative di sanzioni a carico delle imprese denunciate o dichiarative dell’incompatibilità dell’aiuto statale con il diritto comunitario (con conseguente divieto di concedere l’aiuto o, se già concesso, con l’obbligo di recupero da parte delle Autorità nazionali).

A titolo esemplificativo, lo Studio ha presentato denunce:

  • contro imprese tedesche che avevano di fatto imposto, nel settore fotovoltaico, contratti di fornitura di wafers di silicio contenenti clausole da considerarsi nulle, in quanto eccessivamente restrittive della concorrenza o comunque espressione di un abuso di posizione dominante;
  • contro l'Italia per aver istituito, a carico delle sole società di capitale con ricavi totali superiori a cinquanta milioni di euro, un sistema di finanziamento dell'attività dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato che, nella misura in cui esclude dall'onere di detto contributo le società non di capitale o con ricavi minori di quelli sopra indicati, è da considerarsi - nei confronti di quest'ultime società - un aiuto di Stato incompatibile con le regole europee.